Come sempre, non mi interessa parlarvi solo della chimica dei glutammati, ma della loro essenza profonda. L’Umami è la nota che “chiude il cerchio”, un collante speciale che agisce con discrezione per dare senso e coordinamento a tutte le altre percezioni. È l'impronta della pienezza e della rotondità che, nel vino, troviamo soprattutto in quei rossi figli del tempo, della terra e di una mano che sceglie di non filtrare l'identità.
L’Armonia dell’Insieme
È la sapienza del tempo che scorre, come nel brodo di carne che si concentra o nel formaggio che stagiona.
È l’essenza dell’oceano trattenuta dall’alga marina e la pienezza di un pomodoro maturato al sole.
Ho cercato questa vibrazione nelle grandi saghe familiari di García Márquez e Tolstoj, dove un filo conduttore invisibile intreccia passioni ed eventi storici. L’ho ascoltata nella perfezione strutturale di Bach e nella voce vellutata di Ella Fitzgerald, dove l'eleganza si fonde con una profondità eloquente.
L'Umami ci insegna che la vita ha bisogno di picchi di energia, ma il suo valore vero risiede nella capacità di raccogliere le nostre note più vive, coordinarle e trovare, in una sola espressione, l'equilibrio perfetto. È questo che chiediamo a un grande vino: essere un capolavoro di armonia che parli direttamente al cuore.
Un ultimo assaggio di un’avventura che spero vi abbia arricchito.
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Roberto Cipresso
Consulente Enologico, Winemaker e Autore. Esperto di terroir e viticoltura .