Vino. Il Romanzo segreto (2018)

Non occorre la macchina del tempo per catapultarsi in un periodo remoto: è sufficiente una pozione magica fatta di acini spremuti. Grazie al vino, epoche storiche lontane rivivono. Rivivono le strade sterrate percorse da banditi a cavallo, i primi libri stampati, i personaggi del Decameron, e a ritroso i baccanali dell’antica Roma, il vino delle nozze di Cana e quello del dio egizio Osiris, fino alla vite che Noè ha piantato dopo essere scampato al diluvio.
Roberto Cipresso, winemaker di fama mondiale, chiama vini d’emozione quelli che a ogni sorso raccontano una storia. E lui, come un cacciatore di tesori, ha solcato terre e mari, scavalcato muri di giardini abbandonati, si è addentrato nelle grotte sul monte Ararat, per cercare le viti più antiche, quelle dimenticate, i terreni meno battuti dai viticoltori, per riportare in vita vini che sono la quintessenza di storia umana e natura.
È un viaggio attraverso il vino, un romanzo in cui si intrecciano passione, sapere, esperienze, opinioni schiette, strade da abbandonare e altre da imboccare. Non solo la poesia di vini insoliti, non scontati, preziosi perché inseguiti con la determinazione di un innamorato, ma anche l’illuminazione di come deve essere, e soprattutto come non deve essere, il vino che accompagna le nostre vite.

La vita è meravigliosa se bevi buon vino (2016)

Se in ogni tempo e in ogni luogo la civiltà è cominciata con una vigna, è perché niente è vivo più del vino. Il vino comprende, sogna, ricorda, progetta. E racconta. Di piccoli casolari nel Chianti e di moderne Babele come New York e Parigi. Di come mille status symbol non valgano un omino novantenne di Montalcino che sa dire di ogni bicchiere da quale vigneto proviene. Di come, dalla Roma dei Cesari a oggi, il vino si sia fatto persuasione, politica, persino religione. Di come uomo e vino abbiano imparato ad addomesticarsi a vicenda, anche grazie a un maledetto ragno. Di vini supponenti per 400 anni di storia e di vini umili dopo 2000 anni di vita. Di un giro del mondo in 80 terre per incontrare il dottor Merlot, il tennista Chardonnay, i cugini Cabernet, e apprendere che la Sicilia è madre dell’Australia. Di come il piacere del bere e il piacere dell’amore spesso si assomiglino, sino a confondersi. Un viaggio nella storia e nella filosofia del vino, della vite, e della vita.

Vineide (Settembre 2009)

Il vino ammicca, stuzzica, provoca, guarda, accarezza, allude, sorride, commuove, scopre e insegue. Ma è anche lascivo, inafferrabile, etereo, inebriante, sfuggente, struggente e avvolgente. Liquido per definizione e per natura, il vino è seducente come mai lo sarà la birra o l’orzata, la camomilla o il mate de coca andino che pure evoca inesistenti e solforosi stordimenti. Quanto a seduzione, con un whisky o un cocktail ci farete lo stesso che con un thè alla vaniglia o una tisana della nonna. Zero, e dovete semplicemente capire il perché… L’alcol vi ubriaca, non vi seduce: il vino prima vi seduce e poi vi aiuta a sedurre. Si fa desiderare. Gioca con voi a rimpiattino, chiuso in quel vetro ingannevole, nascosto dietro l’etichetta che vi ha incantato. Si concede poco a poco, lasciandosi all’aria e alla luce e chiedendovi musica, gioco, parola, celia e letizia. In una parola, vi strega. Dalla più buia notte dei tempi l’uomo è sedotto dal vino, e l’umanità usa il vino per farsi sedurre da baccanti e sàtiri, o per sedurre anime e corpi, donne e uomini, individui e masse. Ecco dunque “Vineide”. Per chi ha capito che il grande mistero del vino altro non è che quello di essere uno straordinario, fedele, imbarazzante specchio dell’Uomo e della sua lancinante voglia di non essere solo, di custodire e nutrire passioni, emozioni, sogni, fantasie, amori, speranze

Vinosofia (Settembre 2008)

Grandi rossi, bianchi da amare, perfette bollicine. Trentotto indimenticabili bicchieri, dal Brunello di Montalcino alla Falanghina, dal Pinot Nero al Franciacorta, dal Cabernet al Porto, dal Syrah all’Amarone, dal Barbaresco al Tokaji, dal Primitivo di Manduria allo Champagne. Ci sono molti libri che si propongono di abbinare un vino a un piatto, ma questo vuole abbinare il vino alla vita, tutta intera. Non solo racconta di ogni vino che storia ha, da dove viene – e spesso sono racconti e aneddoti tanto straordinari da sembrare impossibili, epici o drammatici, romantici e guerreschi, erotici ed eroici ma soprattutto che sensazioni offre, cosa dice a tutti noi oggi, mentre lo beviamo, e in quale momento dell’esistenza ci può accompagnare. Perché la terra conosce profondità che l’uomo non immagina. Utile e seducente al tempo stesso, un nuovo viaggio nella filosofia del vino, della vite, della vita, dedicato a quanti hanno compreso che non si beve per dimenticare, ma per ricordare.

Il Romanzo del vino (2006)

“Un giorno, bevendo un vino, ho pianto. Era l’inverno del 1999, con due amici sedevo in un bistrot di Parigi.
Non ero malinconico, né particolarmente emozionato. Chiacchieravamo di vino e di vita, fra i grandi scaffali di legno scuro che facevano da pareti del minuscolo locale, e provavamo a difenderci dallo spiffero di freddo che si insinuava dalla porta.
Ordinammo una bottiglia, che ci fu portata e aperta.

Toccò a me annusare, assaggiare, ascoltare quel vino. Lo feci, e subito fui colpito da una sensazione strana, inquietante, profonda. Lo feci ancora, e non volevo crederci. Al terzo assaggio mi assalì la commozione e piansi. Piansi a lungo, sorridendo. Da allora ho sempre pensato che un giorno avrei scritto qualcosa, per provare a spiegare perché.”